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Machimoi
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Il termine mwcamwcqmáchimoi (mwcgin greco antico μάχιμοιmwcw?, mwdaplurale di mwdqin greco antico μάχιμος?, máchimos, lett. "pugnace") si riferisce a un'ampia categoria di soldati di basso rango dell'mwdgAntico Egitto, sviluppati durante il mwdwPeriodo tardo dell'Egitto (664–332 a.C.) e, in modo più marcato, durante la mweadinastia tolemaica (323–30 a.C.).

Contents

Storia
Note
Fonti
Studi

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Storia

Erodoto e i máchimoi tardo-egizi

La prima attestazione dei mwfwmáchimoi è opera di mwgaErodoto che visitò l'mwgqEgitto durante la Prima dominazione persiana dell'Egitto, al tempo della mwggXXVII dinastia (525–404 a.C.), ed utilizzo tale termine per indicare una forza bellica generica, facendo di mwgwmáchimoi qualsiasi "guerriero" o "combattente" egizio. Lo stesso termine fu da Erodoto utilizzato anche per le truppe asiatiche impiegate dai mwhaPersiani. Erodoto fornì comunque alcune informazioni sui mwhqmáchimoi egizi, descrivendoli come una mwhgcasta chiusa di guerrieri ai quali era proibito praticare altre attività al di fuori del combattimento e ai quali venivano forniti dodici mwhwmwiaarourai di terra esentasse come ricompensa per i loro servizi. Lo storico distinse due categorie di mwiqmáchimoi, mwighermotybies (160.000 in tutto) e mwiwkalasiries (250.000 in tutto), distinti in base al distretto, il mwjamwjqnòmo, di provenienza.cite-ref-2[2]cite-ref-3[3]

Sin dal suo mwlwEgyptian warriors: the Machimoi of Herodotus and the Ptolemaic Army del 2013, la storica Christelle Fischer-Bovet ha rivisto molti degli assunti tradizionali sui mwmamáchimoi basati sulla descrizione di Erodoto, anzitutto evidenziando che gli antichi egizi non utilizzarono mai sistemi di caste che sia il numero totale dei mwmqmáchimoi sia quello delle terre loro assegnate sono quasi certamente insostenibili. Fischer-Bovet suggerisce che Erodoto involontariamente fuse ufficiali militari professionisti con una mwmgmilizia composta da gente comune che veniva chiamata alle armi se necessario e attribuì all'intero gruppo uno mwmwmwnastatus élitario non molto diverso da quello degli mwnqSpartiati.cite-ref-4[4]cite-ref-5[5] Fischer-Bovet evidenziò poi discontinuità tra mwpgmáchimoi tardo-egizi e mwpwmáchimoi tolemaici: i documenti storici che menzionano mwqamáchimoi greci durante il periodo tolemaico dimostrano che non erano esclusivamente nativi egizi come si pensa comunemente, suggerendo che il termine fosse piuttosto un indicatore del loro ruolo militare (ad esempio, i mwqqmáchimoi epilektoi armati mwqgpicca o i mwqwmáchimoi mwrahippeis a cavallo) e/o della quantità di terra ricevuta (un mwrqpentarouros, ad esempio, era un mwrgmáchimos a cui erano stati concessi cinque mwrwarourai di terra) e non della loro mwsaetnia. A questo proposito, accetta l'idea che i mwsqmáchimoi fossero il livello più basso della gerarchia militare ma il loro status socio-economico era comunque superiore a quello del contadino medio.cite-ref-6[6]

Oltre a Erodoto, anche altri mwtwautori greci come mwuaPlatone e mwuqDiodoro Siculo riferiscono che i mwugmáchimoi vennero impiegati in numerose battaglie durante il mwuwtardo periodo dell'Egitto (664–332 a.C.). A quel tempo, le forze armate dei mwvafaraoni erano caratterizzate da una forte presenza di mwvqmercenari (per il cui compenso in mwvgoro l'Egitto dovette provvedere a dotarsi di una mwvwmonetazione stabile, cosa prima mai fatta),cite-ref-7[7] soprattutto mwxagreci provenienti dalle mwxqcolonie del mwxgMediterraneo orientale, cui i sovrani egizi potevano/dovevano affiancare truppe natie come i mwxwmáchimoi.cite-ref-8[8] Il faraone mwzaAprie (r. 589–570 a.C.), per esempio, inviò i mwzqmáchimoi contro mwzgCirene, un avamposto greco allora fondato da poco più di 50 anni,cite-ref-9[9] proprio perché non si fidava ad inviare mercenari greci contro altri greci, ma i mwawmáchimoi, sconfitti dal nemico, proclamarono faraone il generale mwbaAmasis e lo sostennero contro Aprie nel 570 a.C. Con la sottomissione dell'Egitto agli Achemenidi, il paese ne divenne una provincia (mwbqsatrapia), e le sue forze armate, tra cui i mwbgmáchimoi, divennero rinforzi e strumenti per i piani di egemonia globale del mwbwRe dei Re. In questa veste, i mwcamáchimoi presero parte alla mwcqSeconda guerra greco-persiana (480–479 a.C.) e, nello specifico, alla sconfitta achemenide nella mwcgbattaglia di Platea che nel 479 a.C.cite-ref-0-10-0[10]cite-ref-11[11] Durante la mwewXXX dinastia (380–343 a.C.), i mwfamáchimoi egizi furono invece ampiamente utilizzati contro gli Achemenidi: secondo Diodoro Siculo, il faraone mwfqTeos (r. 362–360 a.C.) ne inviò 80.000 nel mwfgVicino Oriente al volgere del suo regno (360 o 358 a.C.), al comando di suo nipote Nakhthorheb (il futuro mwfwNectanebo II, r. 360–343 a.C.),cite-ref-12[12] come parte dell'enorme corpo di spedizione, sempre supportato da massicci contingenti di mercenari greci, al comando dello mwhamwhqstratego mwhgateniese mwhwCabria, che già in passato aveva servito il trono egiziano, e del mwiare di Sparta mwiqAgesilao II (r. 400–360 a.C.).cite-ref-13[13] Lo stesso Nectanebo II, usurpatore del trono dello zio, si affidò in seguito ai mwjgmáchimoi, prima che, con la mwjwXXXI dinastia egizia (343–332 a.C.), principiasse la Seconda dominazione persiana dell'Egitto.

Periodo tolemaico

I mwmqmáchimoi erano ancora presenti nell'esercito egizio al tempo della mwmgdinastia tolemaica (323–30 a.C.) che svincolò l'Egitto dall'mwmwImpero di Alessandro Magno, conquistatore dell'Impero achemenide in generale e dell'Egitto in particolare (322 a.C.). Curiosamente, sotto i Tolomei il nome mwnamáchimoi è attestato solo su documenti ufficiali egizi mentre durante i secoli precedenti era menzionato esclusivamente in opere letterarie greche: ad esempio, Diodoro Siculo, che aveva chiamato chiaramente mwnqmáchimoi i soldati egizi inviati dal faraone Teos con i greci di Cabria ed Agesilao, ma non fa lo stesso con i fanti egizi che combatterono per i Persiani contro Alessandro, né per quelli che vennero arruolati da Alessandro né tanto meno per quelli che combatterono per mwngTolomeo I (r. 305–282 a.C.) e successori durante le mwnwGuerre dei diadochi.cite-ref-14[14]cite-ref-15[15]

La prima menzione dei mwqqmáchimoi nei documenti tolemaici, nel 261 a.C., sotto mwqgTolomeo II Filadelfo (r. 282–246 a.C.), li descrive come guardie, in linea con altri documenti nei quali il corpo è descritto come impegnato o in compiti di guardia o squisitamente militari.cite-ref-16[16] Il documento più famoso che li menziona è certamente la mwrwStele di Rosetta (testo greco, riga 19) realizzata nel 196 a.C. sotto mwsaTolomeo V Epifane (r. 204–180 a.C.) ove si menziona un'mwsqamnistia per alcuni mwsgmáchimoi disertori.cite-ref-17[17]

La maggior parte degli studiosi, partendo dagli assunti erodotiani confutati da Fischer-Bovet , considera i mwuamáchimoi come successori diretti delle loro controparti tardo egizie: una casta di guerrieri indigeni di basso rango, concessionari di terra, che con il passare del tempo assunsero ruoli sempre più importanti accanto ai greco-macedoni dell'esercito tolemaico ed esercitarono una crescente pressione sociale sui Tolomei declinatasi attraverso varie ribellioni e rivolte.cite-ref-18[18]cite-ref-19[19]

Tattica e armamento

Erodoto ci descrisse l'armamento degli egizi al seguito di mwwwSerse, tra cui i mwxamachimoi, come composto da mwxqelmo di tessuto intrecciato, scudo concavo con ampi bordi, picche nautiche e mwxgscuri da battaglia, spesso integrati con un mwxwcorazza toracica ed un coltellaccio mwyamonofilare tipo mwyqmachaira.cite-ref-20[20] Non a caso, Erodoto descrisse gli egizi presenti a Platea come mwzgmachairophoroi, lett. "portatori di coltello [sciabola]".cite-ref-0-10-1[10]

mw1aPolibio parla di mw1qmáchimoi nella mw1gBattaglia di Rafah (217 a.C.), da lui celebrata come lo scontro in cui fu impiegato il maggio numero di mw1welefanti da guerra.cite-ref-21[21] Considerando che Polibio parla di forze falangite miste, greco-macedoni tanto quanto egizie (al comando queste ultime di mw3aAndromaco di Aspendo),cite-ref-22[22] a Rafah,cite-ref-23[23] se ne desumerebbe che i mw5qmáchimoi tolemaici erano stati addestrati e, conseguentemente, armati per combattere schierati in mw5gfalange su modello mw5wmacedone.cite-ref-24[24]

Nell'insieme, quindi, parrebbe evidente che la presenza di mercenari greci in Egitto, già prima della dominazione tolemaica, avesse diffuso anche tra le truppe indigene dei faraoni tanto l'uso di schieramenti tattici (premesso che comunque uno schieramento della fanteria in ranghi simil-falangiti era già in uso durante il mw7qNuovo Regno)cite-ref-25[25] quanto di armi similari a quelle dei greci.cite-ref-26[26]

Note

cite-note-11. mw-amw-qSekunda 1995,mw-g fig. 95-96.
cite-note-22. mwaqimwaqmErodoto,mwaqq II, 164-166 e 168; IX, 32.
cite-note-33. mwaqgmwaqkFischer-Bovet 2013,mwaqo pp. 210-212.
cite-note-44. mwaq4mwaq8Erodoto,mwara II, 167.
cite-note-55. mwarqmwaruFischer-Bovet 2013,mwary pp. 210-212 e 216-217.
cite-note-66. mwaromwarsFischer-Bovet 2013,mwarw p. 225.
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cite-note-88. mwaskmwasoFischer-Bovet 2014,mwass cap. 2. The army in Late period Egypt (664–332 BC).
cite-note-99. mwas8Emilio Rosamilia, mwataLa città del silfio. Istituzioni, culti ed economia di Cirene classica ed ellenistica attraverso le fonti epigrafiche, Pisa, Scuola Normale Superiore, 2023, mwateISBNmwati 9788876427367.
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cite-note-1313. mwavemwaviDiodoro.
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cite-note-1919. mwax0mwax4Fischer-Bovet 2013,mwax8 p. 220 nota 6.
cite-note-2020. mwaymmwayqErodoto,mwayu VII, 89.
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cite-note-2222. mway8mwazaPolibio,mwaze V, 65, 3-4.
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Bibliografia

Fonti

• citereferodoto(GRC) Erodoto, Storie, 440–429 a.C..
• citerefpolibio(GRC) Polibio, Storie, II secolo a.C..

Studi

• citereffischer-bovet-2014(EN) Christelle Fischer-Bovet, Army and Society in Ptolemaic Egypt, Cambridge University Press, 2014, ISBN 9781107007758.
• citereffischer-bovet-2013(EN) Christelle Fischer-Bovet, Egyptian warriors: the Machimoi of Herodotus and the Ptolemaic Army, in The Classical Quarterly, vol. 63, n. 1, 2013, pp. 209-236, DOI:10.1017/S000983881200064X.
• citerefgrimal-2011Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, 9ª ed., Roma-Bari, Biblioteca Storica Laterza, 2011, ISBN 978-88-420-5651-5.
• citerefsekunda-1995(EN) Nick Sekunda, Seleucid and Ptolemaic Reformed Armies 168-145 BC, 2. The Ptolemaic Army, Montvert Publications, 1995, ISBN 1874101035.